Siamo nel cuore delle Madonie, immersi tra le querce e i frassini dell’omonimo Parco naturale a 423 m sul livello del mare. Ci troviamo nella parte settentrionale della Sicilia, nell’entroterra palermitano, autentico polmone verde dalla natura florida connotata da paesaggi eccezionali. Castelbuono ha di fatto scritto nel suo nome il suo destino. Questo paesino, di poco più di diecimila anime, prende il suo nome dal latino castrum bonum. La storia narra infatti, che nel 1316, il conte Francesco I della famiglia dei Ventimiglia da Geraci Siculo, innamorato della mitezza del clima in confronto a quello rigido del castello di Geraci, fece costruire un maniero sul poggio che dominava l’abitato di quello che fino ad allora era Ypsigro, un antico Casale di origine bizantina. Da allora, quel castello diventò per il Conte Castellum bonum ovvero Castrum bonum. A poco a poco la famiglia geracese, imparentata niente popò di meno che Federico II, trasferì tutta la sua corte nella nuova residenza, facendo diventare Castelbuono centro dei suoi possedimenti.
Così ha avuto origine l’odierna Castelbuono, distinta per il fatto di essere considerata sostanzialmente posto buono, caratteristica che ancora oggi gli è riconosciuta sia per la sua collocazione - a dieci km dal mare e a un tiro di schioppo della montagna - sia soprattutto per le sue peculiarità (gastronomiche, culturali, sociali). Caratteristiche che vengono apprezzate appieno da tutti coloro che vengono nella “Parigi delle Madonie”, etichetta affibbiata per il fatto che, all’interno del territorio del Parco delle Madonie, Castelbuono è senza ombra di dubbio il paese che più di ogni altro ha saputo essere al passo con i tempi rilanciando, in tal modo, la propria immagine uscendo da quell’ottica di paese provinciale tipica soprattutto dei paesi montani.